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Israele e Libano siglano un accordo di ampia portata per una «coesistenza pacifica»

Sommario

Dalla redazione

L’accordo firmato venerdì sera tardi, ora di Washington, grazie alla mediazione degli Stati Uniti, segna un passo diplomatico importante: per la prima volta il Libano e Israele si impegnano esplicitamente a porre fine definitivamente al conflitto e a superare formalmente l’attuale stato di guerra. L’accordo stabilisce che entrambe le parti riconoscono il diritto dell’altro Stato di esistere in pace e sicurezza. Inoltre, entrambi i paesi esprimono la volontà di instaurare in futuro relazioni pacifiche come Stati confinanti sovrani.

Il disarmo di Hezbollah come condizione per il ritiro delle IDF

Un elemento centrale dell’accordo riguarda l’ordine pubblico in Libano. Il governo libanese si impegna a ripristinare completamente il monopolio statale della forza. Ciò significa che solo gli organi di sicurezza ufficiali del Paese avranno il diritto di portare armi ed esercitare la forza militare. In questo contesto, si prevede il «disarmo completo e verificabile» di tutti i gruppi armati non statali. Tra questi rientra in particolare Hezbollah, ma anche tutte le altre milizie che operano indipendentemente dallo Stato libanese. Allo stesso tempo, si stabilisce che in futuro queste organizzazioni non potranno più svolgere alcuna funzione militare o di sicurezza all’interno del Paese. Gli Stati Uniti, che hanno mediato e cofirmato l’accordo, si impegnano a sostenere l’esercito libanese in questo compito.

L’attuazione di questi impegni avverrà gradualmente. Le forze armate libanesi assumeranno gradualmente la piena responsabilità della sicurezza in alcune zone pilota prestabilite. Questo processo avverrà in stretta collaborazione con le forze armate israeliane e sarà direttamente legato ai progressi verificabili nel disarmo delle milizie e nello smantellamento delle loro infrastrutture militari. Solo quando questi requisiti saranno soddisfatti, altre aree attualmente controllate dall’esercito israeliano passeranno sotto il controllo dell’esercito libanese.

Nell’accordo, Israele dichiara che la sua presenza militare e le sue operazioni in Libano sono state esclusivamente una risposta alla minaccia rappresentata da Hezbollah e da altri gruppi armati. Con l’eliminazione di questa minaccia e la creazione di nuovi meccanismi di sicurezza, non ci sarebbe più bisogno di ulteriori interventi militari o di una presenza permanente delle truppe israeliane sul territorio libanese. Israele sottolinea espressamente di non avanzare alcuna pretesa territoriale nei confronti del Libano.

Rifiuto del MoU – Hezbollah annuncia che opporrà resistenza

L’accordo chiarisce che Israele e il Libano non si sentono vincolati dal memorandum d’intesa (Memorandum of Understanding, MoU) firmato la settimana scorsa tra l’Iran e gli Stati Uniti. In quel documento non si parlava né di disarmo di Hezbollah né di una rinuncia da parte dell’Iran a sostenerlo. L’obiettivo era invece quello di fare pressione su Israele affinché si ritirasse dal Libano senza tali garanzie.

Il governo di Gerusalemme, che non è parte del MoU, aveva respinto questa proposta fin dall’inizio. Negli ultimi mesi, infatti, Hezbollah aveva nuovamente terrorizzato circa un milione di persone nel nord dello Stato ebraico con i suoi continui attacchi missilistici. Anche il governo libanese si è detto insoddisfatto del protocollo d’intesa tra Iran e Stati Uniti, che, senza consultarlo, riguardava anche il futuro del suo Paese e avrebbe di fatto garantito la sopravvivenza di Hezbollah. L’accordo ora firmato tra il Libano e Israele, con gli Stati Uniti come terza parte contraente, contiene invece dichiarazioni chiare contro l’ingerenza dell’Iran in Libano.

Se si riuscirà ad attuare l’accordo appena negoziato tra Israele e il Libano, l’Hezbollah non sarà più uno «Stato nello Stato» in Libano. Ma questo non avverrà senza lotta. L’Hezbollah ha già respinto l’accordo e ha annunciato che opporrà resistenza. Ogni tentativo di disarmarlo porterà a una guerra civile, ha dichiarato il gruppo terroristico. È quindi possibile che l’esercito israeliano debba tornare a intervenire in Libano e aiutare il governo libanese a disarmare Hezbollah. In realtà, lo ha già fatto in passato.

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