Procedimento penale per l’appello alla manifestazione «Death to Zionism»
A Basilea è stata annunciata una manifestazione non autorizzata per sabato pomeriggio, 29 agosto, sulla Theaterplatz. Sul manifesto ci sono gli slogan «Free Palestine» e «Death to Zionism». La data è stata scelta di proposito: esattamente 129 anni fa, il 29 agosto 1897, al Stadtcasino di Basilea iniziò il Primo Congresso Sionista, convocato e presieduto da Theodor Herzl.
«L’appello violento alla manifestazione anti-Israele non porta altro che paura e rifiuto», scrive la «Basler Zeitung» in un editoriale. Con questo si è superato un limite chiaro.
Non è pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione per la manifestazione annunciata. La polizia cantonale di Basilea Città ritiene che, nella forma annunciata, la manifestazione non sia conforme ai diritti fondamentali e quindi non possa essere autorizzata. Nel suo comunicato stampa afferma: «La libertà di espressione e di riunione trova i propri limiti laddove si incita alla violenza.»
Per sabato la polizia adotterà le misure necessarie. Per motivi di strategia operativa, però, non fornisce ulteriori dettagli al riguardo. Rimane quindi da vedere come agirà nel caso in cui i manifestanti si radunino sulla Theaterplatz.
Nel frattempo, in relazione alla chiamata alla manifestazione, è stata presentata una denuncia contro ignoti presso la Procura di Basilea Città. La Procura ha avviato un procedimento per sospetto di incitamento pubblico al crimine o alla violenza.
La denuncia si basa principalmente sull’art. 261bis del Codice penale, discriminazione e incitamento all’odio. In subordine, cita l’art. 259 del Codice penale, istigazione pubblica al reato o alla violenza. Spetterà al procedimento chiarire se siano sussistenti gli elementi costitutivi dei reati in questione.
Da un po’ di tempo, diversi gruppi di estrema sinistra, tra cui il collettivo «Basel4Palestine», stanno diffondendo questo appello. Il manifesto mostra un carro armato israeliano contrassegnato da un triangolo rosso capovolto. Hamas usa questo simbolo nei video di propaganda per indicare gli obiettivi israeliani da attaccare.
FokusIsrael.ch si è già rivolto la scorsa settimana alla direttrice della Giustizia e della Sicurezza di Basilea, Stephanie Eymann, e al comandante della Polizia cantonale di Basilea Città, Thomas Würgler. La redazione ha messo in guardia contro il tono antisemita dell’appello e contro il fatto che in esso si equipari l’esistenza di Israele a un crimine.
Alfred Bodenheimer, professore di storia delle religioni e letteratura ebraica all’Università di Basilea, in un articolo pubblicato su FokusIsrael.ch critica anche la Commissione federale contro il razzismo (EKR). Secondo quanto da lui riferito, l’EKR si è rifiutata di prendere posizione sulla manifestazione. A Tamedia avrebbe spiegato che la situazione era troppo complessa.
Bodenheimer scrive: «Per la popolazione ebraica di Basilea e della Svizzera, questo voltarsi dall’altra parte è devastante. Perché, ovviamente, non è lo Stato di Israele a essere minacciato in primo luogo in questo appello contrassegnato dal triangolo di Hamas, bensì la popolazione ebraica della regione. A lei viene spiegato in modo sempre più drastico che, finché sostiene la pura esistenza di questo Stato, verrà accusata di collaborare a crimini contro l’umanità e, di conseguenza – se si porta a termine il ragionamento dell’appello – merita la morte».
Leggi qui l’intero editoriale:https://fokusisrael.ch/news/tod-den-juden-und-die-eidgenoessische-kommission-gegen-rassismus-schweigt/
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