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Solidarietà con Israele: il consigliere nazionale Vontobel prende di mira i movimenti di protesta estremisti

Mercoledì sera18 febbraio I partecipanti alla Silent Walk Switzerland si sono riuniti nella Paradeplatz di Zurigo per inviare un segnale silenzioso ma inequivocabile contro l’antisemitismo e a favore del diritto all’esistenza di Israele. L’oratore ospite è stato il consigliere nazionale dell’UDE Erich Vontobel, che si è soffermato sul suo lavoro parlamentare contro le strutture estremiste in Svizzera e ha descritto l’attacco terroristico a Bondi Beach come un segnale d’allarme per l’Europa.

La Silent Walk Switzerland, lanciata a Zurigo nel 2024, si è affermata come un format regolare in diverse città svizzere. Il movimento si considera apartitico ed è aperto a persone di ogni provenienza. A differenza delle manifestazioni convenzionali, le persone non marciano con slogan, ma in silenzio, accompagnate dalla musica e incorniciate da un discorso di apertura e chiusura. Anche gli iraniani in esilio partecipano regolarmente, esprimendo la loro solidarietà con Israele e la loro speranza in un Iran libero e laico. Il fatto che l’evento sia autorizzato e monitorato dalla polizia è ormai una routine.

Gli strumenti parlamentari funzionano

Il Consigliere Nazionale EDU Erich Vontobel di Wolfhausen ha utilizzato il discorso prima dell’inizio della Camminata Silenziosa per presentare la sua ultima interpellanza, presentata nella sessione invernale 2025 del Parlamento svizzero. Si intitola “Strutture estremiste dietro le proteste legate a Israele – chiarimenti e prevenzione” e chiede al Consiglio federale di rispondere a quattro domande chiave.

In primo luogo, Vontobel chiede di trarre le conseguenze dell’attacco di Bondi Beach, l’attacco terroristico antisemita del 14 dicembre 2025 a Sydney, in cui 15 persone sono state uccise e oltre 40 ferite durante una celebrazione di Hanukkah sulla spiaggia. Vontobel avverte che la Svizzera non dovrebbe aspettare che “venga versato del sangue” prima di reagire. In secondo luogo, vuole sapere se i servizi di sicurezza svizzeri stanno indagando su quali organizzazioni siano dietro a certe manifestazioni e se esistano reti tra diversi gruppi. In terzo luogo, chiede di conoscere i possibili legami tra gli organizzatori di queste manifestazioni e le organizzazioni classificate come terroristiche, in particolare quelle associate al PFLP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina). In quarto luogo, chiede di valutare gli attivisti internazionali che invitano a commettere reati o atti di sabotaggio in Svizzera o ne suggeriscono l’imitazione.

“Globalizzare l’Intifada” – più di uno slogan

Un tema centrale del discorso è stato la radicalizzazione di alcuni movimenti di protesta a partire dal 7 ottobre 2023. Vontobel ha messo in guardia dal banalizzare l’appello a “Globalizzare l’Intifada” come un’innocua espressione di opinione. Storicamente, il termine “intifada” indica le rivolte violente caratterizzate da attacchi terroristici e lanci di razzi. Chiunque canti questo slogan nelle strade europee sta chiedendo di portare il conflitto mediorientale e la sua violenza nelle società occidentali. Uno slogan da solo non fa un colpevole, ha detto Vontobel, ma un clima in cui si glorifica la violenza e si esprime apertamente l’odio verso gli ebrei è “estremamente pericoloso”. La radicalizzazione raramente avviene da un giorno all’altro, ma cresce gradualmente.

Divieto per la Guardia Rivoluzionaria Islamica

Infine, Vontobel ha parlato della sua seconda preoccupazione in materia di politica estera: la messa al bando del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) in Svizzera. Aveva già presentato una mozione in tal senso alla Commissione Affari Esteri nel gennaio 2026, senza successo. Non ha accettato le preoccupazioni sulla neutralità: La Svizzera è libera di vietare tali organizzazioni, come già avviene per Hamas.

Vontobel ha fatto riferimento a un articolo della Weltwoche del 24 gennaio in cui aveva reso pubblica la questione. In quell’occasione, il 74% dei lettori si era espresso a favore del progetto. Ha annunciato che la proposta sarà probabilmente presentata direttamente al Consiglio Nazionale come mozione nella sessione primaverile del marzo 2026, dove sarà discussa pubblicamente.

Un triplice mandato per la società civile

Il discorso di Vontobel è culminato in un triplice appello: guardare, parlare, agire. La storia dell’Europa ci insegna che gli sviluppi negativi devono essere bloccati sul nascere. Ha promesso di continuare a porre domande e ad esercitare pressioni a Berna, ma ha sottolineato che la democrazia non vive solo grazie ai parlamentari, ma anche grazie a cittadini vigili.

“Il diritto all’esistenza di Israele non è negoziabile. La sicurezza degli ebrei in Svizzera non può essere messa in discussione. E gli appelli alla violenza non devono trovare spazio nel nostro Paese”, ha concluso Vontobel.

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