{"id":8804,"date":"2026-04-16T15:18:09","date_gmt":"2026-04-16T13:18:09","guid":{"rendered":"https:\/\/fokusisrael.ch\/senza-categoria\/chaim-weizmann-a-fokusisrael-ch-il-futuro-puo-basarsi-solo-sulla-cooperazione-con-gli-arabi\/"},"modified":"2026-04-17T19:03:16","modified_gmt":"2026-04-17T17:03:16","slug":"chaim-weizmann-a-fokusisrael-ch-il-futuro-puo-basarsi-solo-sulla-cooperazione-con-gli-arabi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fokusisrael.ch\/it\/notizie\/chaim-weizmann-a-fokusisrael-ch-il-futuro-puo-basarsi-solo-sulla-cooperazione-con-gli-arabi\/","title":{"rendered":"Chaim Weizmann a FokusIsrael.ch: &#8220;Il futuro pu\u00f2 basarsi solo sulla cooperazione con gli arabi&#8221;."},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Sommario:<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Chaim_Weizmann\"><strong>Chaim<\/strong><strong> Weizmann<\/strong><\/a><strong>nato nel 1874 nell&#8217;attuale Bielorussia, allora parte dell&#8217;Impero Russo, \u00e8 stato il primo Presidente di Israele.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Gi\u00e0<\/strong><strong> Pi\u00f9 di 20 anni prima, come sionista di spicco, aveva avuto un&#8217;influenza decisiva sulla creazione della &#8220;Dichiarazione Balfour&#8221;.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>In esso, l&#8217;allora ministro degli Esteri britannico Arthur Balfour si impegnava a sostenere la creazione di una &#8220;casa per il popolo ebraico&#8221; in Palestina.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sotto la pressione degli arabi, il governo britannico in seguito revoc\u00f2 de facto questa assicurazione e <\/strong><strong>rendendo la fondazione dello Stato di Israele molto pi\u00f9 difficile.<\/strong><strong>.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Chaim Weizmann mor\u00ec nel 1952 ed \u00e8 sepolto a Rehovot nel terreno del Weizmann Institute of Science, da lui fondato. Oggi \u00e8 uno dei principali istituti di ricerca di base del mondo.  <\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lo stesso Weizmann era un riconosciuto chimico e biochimico.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Con l&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale, FokusIsrael.ch ha intervistato Chaim Weizmann sulla creazione di Israele e sugli ostacoli e gli errori che ha commesso lungo il cammino.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n<p><strong>Signor Weizmann, nel bel mezzo della Prima Guerra Mondiale, lei riusc\u00ec a convincere l&#8217;allora ministro degli Esteri britannico Arthur Balfour a pubblicare la cosiddetta Dichiarazione Balfour. Di cosa si trattava? <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Chaim Weizmann<\/strong>: La dichiarazione fu il primo impegno pubblico da parte di una grande potenza a promuovere un focolare nazionale per il popolo ebraico in Palestina. La dichiarazione affermava letteralmente che il governo britannico vedeva con favore &#8220;l&#8217;istituzione di una patria nazionale per il popolo ebraico&#8221; e che avrebbe &#8220;fatto del suo meglio&#8221; per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo. Allo stesso tempo, la dichiarazione affermava anche che questa patria non avrebbe dovuto intaccare i diritti civili e religiosi delle comunit\u00e0 non ebraiche in Palestina.    <\/p>\n\n<p>Per me si trattava di un&#8217;enorme svolta politica, ma non ancora di uno Stato finito. Perch\u00e9, come dissi in seguito: &#8220;Uno Stato non pu\u00f2 essere creato solo con un decreto&#8230; sarebbe solo un dono di parole&#8221;. <\/p>\n\n<p><strong>Quali furono gli argomenti decisivi che spinsero Lord Balfour a fare la sua dichiarazione?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann<\/strong>: Ho sempre cercato di combinare due livelli: quello storico-morale e quello politico. In seguito dissi alle Nazioni Unite che le ragioni della Dichiarazione Balfour erano &#8220;idealistiche&#8221; e &#8220;utili&#8221; allo stesso tempo. &#8220;Idealistiche&#8221; significavano che il popolo ebraico era storicamente legato alla Palestina. Con &#8220;utile&#8221; intendevo dire che, durante la Prima Guerra Mondiale, Londra riteneva di agire strategicamente in modo intelligente con una dichiarazione pro-sionista. La mia argomentazione principale nei confronti di Balfour, tuttavia, era che se il popolo ebraico avesse dovuto ritrovare una casa, questa non sarebbe dovuta essere ovunque, ma in Palestina. &#8220;La storia non pu\u00f2 essere ignorata.       <\/p>\n\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 stata resistenza alla dichiarazione?<\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann:<\/strong> S\u00ec, in modo considerevole. Nel gabinetto britannico, Edwin Montagu, anch&#8217;egli ebreo e ministro dell&#8217;India, si oppose. Defin\u00ec il sionismo un &#8220;credo politico vizioso&#8221; e avvert\u00ec che una simile politica avrebbe trasformato gli ebrei in stranieri in altri paesi.    <\/p>\n\n<p>Anche molti arabi in Palestina rifiutarono la dichiarazione fin dall&#8217;inizio perch\u00e9 la vedevano come una minaccia alla loro posizione nel paese. La resistenza proveniva quindi sia dagli ebrei antisionisti che dagli abitanti arabi della Palestina.   <\/p>\n\n<p><strong>Quanto \u00e8 stata importante la Dichiarazione Balfour per la successiva fondazione dello Stato di Israele, in particolare per il piano di spartizione delle Nazioni Unite del 1947?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann: <\/strong>Fu fondamentale, ma non l&#8217;unico fattore decisivo. Inizialmente, la dichiarazione era solo una promessa del governo britannico. Ha acquisito un peso reale solo quando \u00e8 stata incorporata nel mandato della Lega delle Nazioni per la Palestina nel 1922. Questo trasform\u00f2 una dichiarazione in un quadro di riferimento internazionale. Il piano di spartizione delle Nazioni Unite del 1947 non si basava quindi direttamente sulla Dichiarazione Balfour. Ma senza la Dichiarazione e il mandato della Societ\u00e0 delle Nazioni basato su di essa, il percorso internazionale verso la spartizione e la fondazione dello Stato di Israele non sarebbe stato lo stesso.       <\/p>\n\n<p><strong>Le vostre idee all&#8217;epoca in cui Lord Balfour fece la dichiarazione corrispondevano alle idee di Theodor Herzl su uno Stato ebraico?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann<\/strong>: In termini di obiettivo: s\u00ec. Herzl voleva una patria politicamente sicura per il popolo ebraico. Ma c&#8217;erano differenze di metodo. Io criticavo il fatto che Herzl si affidasse esclusivamente alla grande diplomazia e lo criticavo anche pubblicamente. Io credevo in una combinazione di diplomazia e lavoro di ricostruzione nel paese. Per questo ho anche detto: &#8220;Uno Stato non pu\u00f2 essere creato solo con un decreto&#8221;. Ero vicino a Herzl per quanto riguarda l&#8217;obiettivo, ma avevo un&#8217;opinione diversa su come raggiungerlo.       <\/p>\n\n<p><strong>Chi altro, oltre a te, ha avuto un&#8217;influenza decisiva su Lord Balfour da parte degli ebrei?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann: <\/strong>Prima di tutto, nominerei Nahum Sokolow: Fu il mio pi\u00f9 stretto collaboratore e ci assicur\u00f2 un importante sostegno in Francia e in Italia nel 1917. Poi anche Lord Lionel Walter Rothschild: era coinvolto nelle bozze e la lettera di Balfour era indirizzata direttamente a lui. Anche politici britannico-ebraici come Herbert Samuel giocarono un ruolo importante nella preistoria e nella successiva interpretazione della dichiarazione. Nei documenti britannici, Balfour, Sykes, Sokolow e io siamo stati indicati come gli autori e i negoziatori pi\u00f9 importanti, con Lord Rothschild sullo sfondo.     <\/p>\n\n<p><strong>Dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando si tratt\u00f2 di fondare Israele, gli inglesi posero molti ostacoli agli ebrei, ad esempio per quanto riguarda l&#8217;immigrazione in Palestina e la creazione di una propria forza di difesa. Questo era in linea con la Dichiarazione Balfour? <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann:<\/strong> No, almeno secondo me. In particolare, il Libro Bianco del 1939, che limitava fortemente l&#8217;immigrazione ebraica, era in netta contraddizione con lo spirito della Dichiarazione Balfour. Il Libro Bianco raccomandava di limitare l&#8217;immigrazione ebraica in Palestina a 75.000 persone e di aggiungere altri immigrati solo con il consenso degli arabi. Per me questo era un allontanamento dall&#8217;impegno precedente di promuovere il focolare nazionale per il popolo ebraico.     <\/p>\n\n<p><strong>Perch\u00e9 gli inglesi furono cos\u00ec restrittivi nei confronti dell&#8217;immigrazione e degli armamenti ebraici dopo la Seconda Guerra Mondiale?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><a href=\"chatgpt:\/\/generic-entity?number=0\"><strong>Weizmann<\/strong><\/a>La politica britannica non era pi\u00f9 quella del 1917<strong>, <\/strong>con timori per la stabilit\u00e0 del Medio Oriente e per le relazioni strategiche e politiche con il mondo arabo. <\/p>\n\n<p>Ho visto questo come una rottura con lo spirito della <a href=\"chatgpt:\/\/generic-entity?number=1\">Dichiarazione Balfour<\/a>. Perch\u00e9 mentre l&#8217;Europa era in fiamme e milioni di ebrei rimanevano senza casa, ci veniva detto che la Palestina non poteva accoglierli. Per noi era inaccettabile.  <\/p>\n\n<p>Gli inglesi agirono, come pensavano, nell&#8217;interesse del loro impero: volevano calmare l&#8217;opposizione araba, assicurarsi la posizione nella zona del Canale di Suez ed evitare una rivolta aperta. Ma per noi ebrei significava che una promessa fattaci era stata ridotta proprio quando ne avevamo pi\u00f9 bisogno. <\/p>\n\n<p><strong>Chi ti ha aiutato ad armarti comunque e a sopravvivere alla guerra del 1948\/49?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann:<\/strong> Per molti aspetti eravamo soli, ma non eravamo completamente soli. In termini di aiuti materiali, il sostegno dell&#8217;Europa orientale fu particolarmente importante. La Cecoslovacchia ci ha fornito armi e aerei nel 1947\/48. Senza queste forniture, difficilmente saremmo stati in grado di resistere. Senza queste forniture, difficilmente saremmo stati in grado di resistere.   <\/p>\n\n<p>Ci fu anche l&#8217;aiuto di volontari dall&#8217;estero, soprattutto dagli Stati Uniti, ma anche da altri paesi. Questi cosiddetti volontari Machal portavano con s\u00e9 esperienza, soprattutto nel campo dell&#8217;aviazione. <\/p>\n\n<p>Tuttavia, il fattore decisivo \u00e8 stato il fatto che prima della fondazione dello Stato avevamo gi\u00e0 creato delle strutture da cui poi \u00e8 nato l&#8217;esercito israeliano. Si trattava in particolare dell&#8217;Haganah.   <\/p>\n\n<p>Direi che nel complesso \u00e8 stata una combinazione di preparazione, determinazione e un aiuto esterno limitato ma fondamentale. All&#8217;epoca lo riassunsi dicendo: &#8220;I miracoli accadono, ma devi lavorare sodo per ottenerli&#8221;. <\/p>\n\n<p><br\/><strong>Sei diventato il primo presidente israeliano. David Ben-Gurion era il primo ministro. Com&#8217;era il tuo rapporto con lui?  <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann:<\/strong> Il nostro rapporto era un misto di vicinanza e tensione. Le nostre strade si sono intrecciate per molto tempo: La carica di presidente e quella di primo ministro sono nate, per cos\u00ec dire, fianco a fianco. Ma dal punto di vista politico, spesso rappresentavamo temperamenti diversi: Io tendevo a privilegiare una diplomazia prudente e una considerazione internazionale, Ben-Gurion un&#8217;azione pi\u00f9 decisa e politica.    <\/p>\n\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il problema pi\u00f9 grande nel percorso verso lo Stato di Israele e nei primi dieci anni dopo la sua fondazione?<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann:<\/strong> Durante il percorso per diventare uno stato, il problema pi\u00f9 grande era la combinazione di riconoscimento internazionale, immigrazione ebraica e resistenza araba. Dopo la fondazione dello Stato, il problema principale era la sicurezza dello Stato in un ambiente ostile. E allo stesso tempo la questione di come questo Stato si sarebbe comportato nei confronti della popolazione araba e dei suoi vicini. All&#8217;epoca dissi che il mondo avrebbe giudicato lo Stato ebraico da come avrebbe trattato gli arabi (in Palestina, ndr).     <\/p>\n\n<p><strong>Come dovrebbe Israele trattare gli arabi?<\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann:<\/strong> Non siamo venuti in Palestina per spostare un altro popolo, ma per costruire la nostra casa nazionale senza fare ingiustizia agli abitanti esistenti. Gli arabi non sono estranei &#8211; sono parte del paese, come vogliamo diventarlo noi. Il futuro pu\u00f2 quindi basarsi solo sulla cooperazione. Dobbiamo riconoscere i loro diritti, rispettare la loro dignit\u00e0 e garantire loro le stesse opportunit\u00e0 civili ed economiche che abbiamo noi. Solo cos\u00ec il nostro lavoro potr\u00e0 sopravvivere moralmente.    <\/p>\n\n<p>Se falliremo, il mondo ci giudicher\u00e0 giustamente e le nostre pretese saranno indebolite. Ma se dimostreremo che ebrei e arabi possono vivere e prosperare insieme, allora il nostro sforzo sar\u00e0 giustificato non solo dal punto di vista politico, ma anche da quello umano. <\/p>\n\n<p><strong>Guardando indietro, qual \u00e8 stato il tuo pi\u00f9 grande errore, dove hai sbagliato a giudicare?<\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann:<\/strong> Per troppo tempo ho creduto che la grande politica potesse essere guidata principalmente attraverso la convinzione e la ragione. Ho riposto troppa fiducia nell&#8217;Inghilterra &#8211; nell&#8217;Inghilterra della &#8220;Dichiarazione Balfour&#8221;. Credevo che l&#8217;Inghilterra facesse sul serio. Ripensandoci, era troppo ottimista. Gli interessi degli Stati cambiano e cos\u00ec le loro politiche.    <\/p>\n\n<p>Ero uno di quelli che privilegiavano la diplomazia. David Ben-Gurion si rendeva conto che la realt\u00e0 politica \u00e8 spesso decisa dall&#8217;equilibrio di potere. Questo non significa che la diplomazia sia un errore. Ma ho imparato che le parole da sole, anche se benevole, non bastano. Un popolo deve prendere in mano il proprio futuro.    <\/p>\n\n<p>Ho anche giudicato male quanto grande sarebbe stata la resistenza araba al nostro progetto. Ho sperato a lungo che si potesse trovare un equilibrio, che due popoli nello stesso paese potessero trovare una via d&#8217;intesa. Questa speranza non era infondata, ma ho giudicato male quanto sarebbe stato difficile realizzarla.  <\/p>\n\n<p><strong>E di cosa sei pi\u00f9 orgoglioso? Di cosa sei pi\u00f9 felice? <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n<p><strong>Weizmann:<\/strong> Sono orgoglioso del fatto che un&#8217;idea sia diventata una realt\u00e0 politica. Sono felice che il popolo ebraico abbia di nuovo una casa politica e che io abbia potuto contribuire a questo. <\/p>\n\n<p><strong><em>Nota:<\/em><\/strong><em>  Questa intervista \u00e8 fittizia. \u00c8 stata creata con l&#8217;aiuto di ChatGPT sulla base delle dichiarazioni e degli scritti di Chaim Weizmann dell&#8217;epoca.   <\/em>cos\u00ec come i resoconti storici su di lui<em>. Nelle prossime settimane, terremo delle conversazioni fittizie con altre personalit\u00e0 di diverse aree della vita &#8211; politica, religione, scienza, cultura &#8211; che sono state importanti per l&#8217;ebraismo e Israele, per avvicinare le loro idee al pubblico di oggi. Il   <\/em><a href=\"https:\/\/fokusisrael.ch\/it\/notizie\/theodor-herzl-a-fokusisrael-ch-ho-sempre-detto-che-lo-stato-doveva-essere-laico\/\"><em>La prima intervista \u00e8 stata con Theodor Herzl<\/em><\/a><em> il fondatore del sionismo moderno.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sommario: Signor Weizmann, nel bel mezzo della Prima Guerra Mondiale, lei riusc\u00ec a convincere l&#8217;allora ministro degli Esteri britannico Arthur Balfour a pubblicare la cosiddetta Dichiarazione Balfour. Di cosa si trattava? 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