{"id":8300,"date":"2026-03-20T18:29:18","date_gmt":"2026-03-20T17:29:18","guid":{"rendered":"https:\/\/fokusisrael.ch\/senza-categoria\/il-dipartimento-di-architettura-delleth-promuove-lostilita-verso-israele-e-lantisionismo\/"},"modified":"2026-03-21T22:18:29","modified_gmt":"2026-03-21T21:18:29","slug":"il-dipartimento-di-architettura-delleth-promuove-lostilita-verso-israele-e-lantisionismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fokusisrael.ch\/it\/notizie\/il-dipartimento-di-architettura-delleth-promuove-lostilita-verso-israele-e-lantisionismo\/","title":{"rendered":"Il Dipartimento di Architettura dell&#8217;ETH promuove l&#8217;ostilit\u00e0 verso Israele e l&#8217;antisionismo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"guestpost__author__link\">Di Sacha Wigdorovits <a href=\"#author\" title=\"\">i<\/a><\/p>\n\n<div class=\"wp-block-group article__infobox\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Per riassumere:<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Al Politecnico di Zurigo, famoso in tutto il mondo, vige una situazione paradossale per quanto riguarda le attivit\u00e0 anti-israeliane e anti-ebraiche.<\/li>\n\n\n\n<li>La direzione del miglior istituto scolastico della Svizzera sta adottando misure rigorose contro le manifestazioni anti-Israele e sta portando in tribunale i manifestanti non educabili.<\/li>\n\n\n\n<li>Inoltre, vieta la presenza di oratori ospiti che non prendano le distanze dal terrore contro lo Stato ebraico e la sua popolazione.<\/li>\n\n\n\n<li>La direzione del Politecnico sta quindi adottando una posizione senza compromessi, unica nel panorama universitario svizzero e internazionale.<\/li>\n\n\n\n<li>Ma nel Dipartimento di Architettura del Politecnico di Zurigo si sta facendo esattamente il contrario: si organizzano eventi per diffondere la propaganda anti-israeliana e si sostengono opere dal contenuto antisionista (antisemita).  <\/li>\n\n\n\n<li>Al centro dell&#8217;azione c&#8217;\u00e8 sempre la stessa persona: il professor Philip Ursprung (63), direttore dell&#8217;Istituto di Storia e Teoria dell&#8217;Architettura.<\/li>\n\n\n\n<li>Ora, in seguito a un&#8217;interpellanza della consigliera nazionale di Zurigo Nicole Barandun (Die Mitte), anche la Grande Camera del Parlamento sta esaminando gli eventi del Politecnico di Zurigo.<\/li>\n\n\n\n<li>Ci si chiede anche se l&#8217;articolo <sup>261bis<\/sup> del Codice Penale svizzero (discriminazione e incitamento all&#8217;odio) sia stato violato in almeno un evento pro-palestinese co-organizzato dal Politecnico di Zurigo.  <\/li>\n<\/ul>\n<\/div><\/div>\n\n<p>Chi entra in una sala riunioni al piano F dell&#8217;edificio principale del Politecnico di Zurigo, in R\u00e4mistrasse 101, si trova improvvisamente di fronte a una strana scena. Un gruppo compatto di visitatori asiatici si trova di fronte a un armadietto poco appariscente, con le fotocamere dei cellulari pronte a scattare. <\/p>\n\n<p>Albert Einstein teneva i suoi vestiti in questo stretto armadietto quando insegnava fisica all&#8217;ETH. Oggi l&#8217;armadietto ospita in un piccolo spazio i cimeli del suo ex proprietario e attira ogni giorno visitatori curiosi. <\/p>\n\n<p>Einstein \u00e8 un ottimo esempio di istituzione che ha attratto menti eccezionali per pi\u00f9 di un secolo. Undici premi Nobel hanno lavorato e continuano a lavorare qui come professori. In un confronto globale tra le universit\u00e0, l&#8217;ETH si \u00e8 classificato al settimo posto, risultando l&#8217;unica universit\u00e0 dell&#8217;Europa continentale nella top ten.  <\/p>\n\n<p>L&#8217;attuale direzione del Politecnico \u00e8 consapevole della responsabilit\u00e0 che si accompagna a questo significato passato e attuale. Per questo motivo &#8211; a differenza della direzione delle universit\u00e0 di Ginevra e Losanna, cos\u00ec come di quelle tedesche e statunitensi &#8211; ha una politica chiara riguardo alle manifestazioni anti-Israele e antisemite nei suoi locali: tolleranza zero. <\/p>\n\n<p>La direzione dell&#8217;ETH non ha esitato quando nel maggio 2024 si sono svolte manifestazioni non autorizzate da parte di attivisti filo-palestinesi in seguito alla guerra di Gaza: sono state immediatamente interrotte dalla polizia e sono state presentate accuse penali di violazione di domicilio contro i partecipanti che si erano rifiutati di lasciare l&#8217;ETH volontariamente. &#8220;Il Politecnico di Zurigo non \u00e8 una piattaforma per l&#8217;attivismo politico&#8221;, ha dichiarato il professor Ulrich Weidmann, membro del Consiglio esecutivo del Politecnico e responsabile della sicurezza, in un&#8217;<a href=\"https:\/\/ethz.ch\/staffnet\/de\/news-und-veranstaltungen\/intern-aktuell\/archiv\/2024\/05\/die-eth-zuerich-ist-keine-plattform-fuer-politischen-aktivismus.html\">intervista rilasciata all&#8217;epoca sul suo sito web<\/a>. <\/p>\n\n<p>Poco prima, la direzione del Politecnico aveva gi\u00e0 vietato la partecipazione dell&#8217;attivista francese anti-israeliano L\u00e9opold Lambert. Il motivo: non aveva preso chiaramente le distanze dal terrore e dalla violenza contro Israele e gli ebrei. Lambert era stato invitato dagli studenti del Dipartimento di Architettura a tenere una conferenza dal titolo &#8220;Architettura armata: colonialismo e ambiente costruito in Palestina&#8221;.  <\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dipartimento di Architettura: L&#8217;odio per Israele sotto diverse forme<\/h2>\n\n<p>Questo ci porta al nocciolo del problema: nel Dipartimento di Architettura del Politecnico di Zurigo, le linee guida della direzione della scuola, che sono state concepite per essere politicamente neutrali, vengono costantemente e deliberatamente disattese. Con un unico obiettivo: diffamare e delegittimare lo Stato ebraico di Israele. <\/p>\n\n<p>Per gli studenti di architettura dell&#8217;ETH &#8211; o per lo meno per la parte attivista di essi &#8211; invitare un dichiarato odiatore di Israele come L\u00e9opold Lambert ha una valenza politica piuttosto che professionale. Ci\u00f2 \u00e8 dimostrato anche dai cosiddetti &#8220;Parity Talks&#8221; che sono stati organizzati negli ultimi 10 anni. Queste &#8220;sessioni di formazione&#8221; periodiche erano originariamente incentrate sull&#8217;uguaglianza di genere (anche all&#8217;interno del Dipartimento di Architettura). Tuttavia, ora vi si discute anche della guerra a Gaza, dello &#8220;stato coloniale di Israele&#8221; e del sionismo. Il titolo dei relativi &#8220;Parity Talks&#8221; mostra gi\u00e0 la posizione degli organizzatori a questo proposito: &#8220;Learning Palestine &#8211; Until Liberation&#8221;. La mappa riportata nel post di invito mostra cosa si intende per &#8220;Palestina&#8221;: lo stato di Israele non esiste su di essa.     <\/p>\n\n<p>L&#8217;odio per Israele nel dipartimento di architettura dell&#8217;ETH \u00e8 promosso anche dal personale docente. Il 6 e 7 dicembre dello scorso anno, l&#8217;Istituto di Storia e Teoria dell&#8217;Architettura dell&#8217;ETH, insieme all&#8217;Universit\u00e0 delle Arti di Zurigo ZHdK in qualit\u00e0 di co-organizzatore, ha tenuto il simposio &#8220;Il Grande Cantone: ascesa e caduta della RFT&#8221;. <\/p>\n\n<p>Non \u00e8 chiaro come questo argomento si colleghi alla &#8220;storia e teoria dell&#8217;architettura&#8221;, che \u00e8 l&#8217;oggetto di ricerca dell&#8217;Istituto ETH che ha co-organizzato l&#8217;evento. Tuttavia, l&#8217;evento non riguardava affatto l&#8217;architettura. Lo dimostra il resoconto della conferenza pubblicato dalla Neue Z\u00fcrcher Zeitung. Sotto il titolo &#8220;Teorie cospiratorie di sinistra, scientificamente mascherate&#8221;, la NZZ scriveva l&#8217;8 dicembre 2025: &#8220;L&#8217;ETH e l&#8217;Universit\u00e0 delle Arti di Zurigo (ZHdK) hanno annunciato un simposio scientifico sulla Germania. In realt\u00e0, si trattava di un incontro amichevole di attivisti filo-palestinesi&#8221;.   <\/p>\n\n<p>Il fatto che gli &#8220;attivisti filopalestinesi&#8221; siano benvenuti nel Dipartimento di Architettura dell&#8217;ETH \u00e8 dimostrato anche dal simposio &#8220;Unarchiving Architecture&#8221; tenutosi il 19 e 20 febbraio 2026. Faiq Mari \u00e8 stato uno dei relatori invitati a questo evento. Il palestinese attualmente insegna e fa ricerca presso la Birzeit University di Ramallah. In precedenza, ha studiato architettura all&#8217;ETH per molti anni e ha conseguito il dottorato.     <\/p>\n\n<p>Il progetto di ricerca di Mari per un database online chiamato &#8220;Maktabat Sabil&#8221; \u00e8 stato un punto di riferimento. Inizialmente questo database era stato creato su un dominio appartenente al Dipartimento di Architettura dell&#8217;ETH. A seguito di pressioni interne e pubbliche, &#8220;Maktabat Sabil&#8221; \u00e8 stato rimosso da l\u00ec e spostato su un URL esterno. Per una buona ragione: il database lanciato da Faiq Mari non era un progetto di architettura scientifica, ma uno strumento attivista per la lotta palestinese contro Israele, con stretti legami con l&#8217;organizzazione terroristica Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP).   <\/p>\n\n<p>Lo si pu\u00f2 vedere fin dal primo clic sul <a href=\"https:\/\/maktabatsabil.com\/s\/en\/page\/welcome\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">sito web<\/a> &#8220;Maktabat Sabil&#8221;. I seguenti articoli attendono l&#8217;utente su questo database online sviluppato dall&#8217;ETH: &#8220;Gaza &#8211; una storia di resistenza&#8221;, &#8220;Gaza: una storia di colonizzazione&#8221;, &#8220;Testamenti di martiri&#8221;. E, in posizione di rilievo: il link alla rivista &#8220;Al Hadaf&#8221;, dove innumerevoli articoli promuovono l&#8217;organizzazione terroristica PFLP. Nel sito web sviluppato dal Dipartimento di Architettura dell&#8217;ETH manca solo un argomento: l&#8217;architettura.   <\/p>\n\n<p>Il fatto che Faiq Mari sia meno interessato alla ricerca accademica e pi\u00f9 all&#8217;attivismo politico per la lotta palestinese contro Israele \u00e8 dimostrato anche dalla sua tesi di laurea, che ha scritto all&#8217;ETH. Il suo titolo \u00e8 &#8220;Masha&#8217; della periferia: lavoro collettivo e propriet\u00e0 nella lotta di liberazione palestinese&#8221;. Senza dubbio un tema tipicamente architettonico.  <\/p>\n\n<p>Non sorprende quindi che nella sua tesi di dottorato Mari ringrazi eloquentemente il Comitato Palestina di Zurigo per averlo aiutato a &#8220;sentirsi a casa&#8221;. Probabilmente si riferisce a uno spirito affine. Dopo tutto, il comitato antisionista nega il diritto all&#8217;esistenza di Israele (&#8220;dal fiume al mare&#8221;) e ha accusato l&#8217;esercito israeliano di genocidio a Gaza. Proprio come fa Mari nella sua tesi di laurea (in architettura), in cui scrive di &#8220;continua aggressione sionista genocida&#8221; e descrive la barriera o il muro di protezione eretto da Israele contro i terroristi palestinesi come un &#8220;muro dell&#8217;apartheid&#8221;.  <\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sotto i riflettori: il professor Philip Ursprung<\/h2>\n\n<p>In risposta alle domande di FokusIsrael.ch sui vari passaggi politicamente problematici della tesi di laurea di Faiq Mari, il professor Philip Ursprung ha risposto che il passaggio &#8220;continua aggressione genocida sionista&#8221; si riferisce &#8220;esplicitamente alle cause intentate da Sudafrica, Nicaragua, Spagna e altri Stati (contro Israele, ndr) presso la Corte Internazionale di Giustizia&#8221;. A parte il fatto che queste cause erano puramente politiche e giuridicamente infondate, sorge spontanea la domanda: cosa c&#8217;entra tutto questo con l&#8217;architettura?<\/p>\n\n<p>Il professor Ursprung \u00e8 a capo dell&#8217;Istituto di Storia e Teoria dell&#8217;Architettura dell&#8217;ETH e uno dei supervisori del dottorato di Faiq Mari. Difende anche il suo ex protetto per quanto riguarda il termine &#8220;Muro dell&#8217;Apartheid&#8221;. Si tratta di una formulazione comune negli studi sulla Palestina, afferma Ursprung. &#8220;Personalmente, non userei il termine &#8220;Muro dell&#8217;Apartheid&#8221; o &#8220;Muro di Sicurezza&#8221;, perch\u00e9 entrambi i termini sono caratterizzati ideologicamente. Mi riferirei alla barriera, che viola il diritto internazionale, come &#8216;barriera di separazione'&#8221;. Tuttavia, &#8220;l&#8217;uso di questi termini \u00e8 a discrezione e responsabilit\u00e0 dei ricercatori&#8221;.   <\/p>\n\n<p>Secondo Ursprung, lo stesso vale per l&#8217;affermazione di Mari che Israele \u00e8 uno &#8220;Stato coloniale&#8221;. Anche questa \u00e8 una &#8220;definizione comune&#8221; negli studi sulla Palestina, sostiene il professore del Politecnico, che difende il suo ex dottorando. Lui stesso non la usa perch\u00e9 \u00e8 ideologicamente caratterizzata e riduce la complessit\u00e0 storica. Ma, ripete Ursprung, &#8220;\u00e8 a discrezione e responsabilit\u00e0 dei ricercatori utilizzarla&#8221;.   <\/p>\n\n<p>Il professor Ursprung \u00e8 stato anche responsabile all&#8217;ETH dell&#8217;organizzazione dell&#8217;inglorioso evento &#8220;Der Grosse Kanton: Aufstieg und Fall der BRD&#8221;. Respinge con fermezza l&#8217;accusa mossa dalla NZZ, secondo cui si sarebbe trattato di un &#8220;incontro di amicizia tra attivisti filopalestinesi&#8221;. Respinge anche l&#8217;accusa di aver rifiutato tesi di laurea con un chiaro taglio anti-israeliano per motivi politici.  <\/p>\n\n<p>&#8220;Questa \u00e8 un&#8217;insinuazione&#8221;, risponde Ursprung. &#8220;Come professore e direttore dell&#8217;istituto (responsabile della storia e della teoria dell&#8217;architettura, ndr), considero una mia responsabilit\u00e0 agevolare ricerche come quella di Faiq Mari sulla struttura agricola in Cisgiordania e una conferenza come &#8220;The Great Canton: The Rise &amp; Fall of the FRG&#8221;&#8221;. <\/p>\n\n<p>La ricerca pu\u00f2 e deve essere anche controversa, spiega il Professore di Architettura Ursprung, e vuole anche contribuire a una maggiore conoscenza e a un dialogo &#8220;anche se una tesi o un evento non corrispondono alla mia posizione personale su tutti i punti&#8221;. Come istituzione, il Politecnico di Zurigo consente e protegge la libert\u00e0 di ricerca. &#8220;Mi sento impegnato nella libert\u00e0 di ricerca&#8221;. <\/p>\n\n<p>Anche il Comitato esecutivo del Politecnico si nasconde dietro l&#8217;argomento micidiale della &#8220;libert\u00e0 di ricerca&#8221; e della libert\u00e0 personale di cui godono i suoi professori. Alla domanda sull&#8217;evento &#8220;The Great Canton: Rise &amp; Fall of the FRG&#8221;, co-organizzato dall&#8217;Istituto per la Storia e la Teoria dell&#8217;Architettura, il suo ufficio stampa ha dichiarato: &#8220;Nel caso dei simposi, la responsabilit\u00e0 del contenuto \u00e8 dei professori organizzatori (in questo caso: Philip Ursprung, editore). Noi presumiamo che i principi scientifici saranno rispettati&#8221;. Lenin avrebbe risposto al Consiglio Direttivo del Politecnico: &#8220;La fiducia \u00e8 buona, il controllo \u00e8 migliore&#8221;. <\/p>\n\n<p>Anche il Politecnico di Zurigo e il suo ufficio stampa si difendono &#8220;esplicitamente&#8221; dall&#8217;accusa che il loro Dipartimento di Architettura sostenga tendenze antisemite. &#8220;Questa accusa infondata non corrisponde alla realt\u00e0 della vita del Dipartimento di Architettura&#8221;. <\/p>\n\n<p>Questa affermazione \u00e8 incomprensibile alla luce dei fatti. I Parity Talks, in cui si nega il diritto all&#8217;esistenza di Israele, gli inviti a relatori terroristi come L\u00e9opold Lambert e Faiq Mari, gli eventi come &#8220;The Great Canton: Rise &amp; Fall of the FRG&#8221; (Il grande cantone: ascesa e caduta della RFT) e i post sui social media da parte dei membri del Dipartimento di Architettura dimostrano che un atteggiamento antisionista \u00e8 effettivamente &#8220;vissuto&#8221; nel Dipartimento di Architettura dell&#8217;ETH. E il fatto che il termine &#8220;antisionista&#8221; sia sinonimo di &#8220;antisemita&#8221; nel dibattito politico odierno \u00e8 qualcosa di cui anche la direzione del Politecnico dovrebbe essere consapevole.  <\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Interpellanza presentata al Consiglio Nazionale<\/h2>\n\n<p>Il Consiglio Direttivo dell&#8217;ETH non si sta facendo un favore con il suo rifiuto di guardare in faccia la realt\u00e0 per quanto riguarda gli eventi del Dipartimento di Architettura. Il comportamento di noti esponenti di questo dipartimento ha fatto notizia a livello internazionale e ha danneggiato la reputazione del Politecnico negli ambienti accademici. Inoltre, il Consiglio Direttivo deve ora prendere posizione in seno al Consiglio Nazionale. Nicole Barandun (Die Mitte, Zurigo) ha appena presentato un&#8217;interpellanza per chiedere al Consiglio Federale informazioni su quanto sia costata al Politecnico la realizzazione di &#8220;Der Grosse Kanton: Aufstieg &amp; Fall der BRD&#8221;.   <\/p>\n\n<p>Questa domanda non dovrebbe essere un problema per i responsabili dell&#8217;ETH: Secondo la direzione della scuola, l&#8217;ETH non ha pagato nulla per l&#8217;organizzazione dell&#8217;evento, ma ha semplicemente messo a disposizione gratuitamente un&#8217;aula.<\/p>\n\n<p>Tuttavia, un altro punto dell&#8217;interpellanza di Nicole Barandun \u00e8 spiacevole per la direzione del Politecnico e in particolare per i co-organizzatori di &#8220;Der Grosse Kanton: Aufstieg &amp; Fall der BRD&#8221;. Il consigliere nazionale di Zurigo sottolinea che una dichiarazione dell&#8217;architetto israeliano Eyal Weizman (noto attivista anti-Israele tra gli esperti, ndr) che relativizza l&#8217;Olocausto \u00e8 stata successivamente eliminata dalla registrazione video, disponibile su YouTube. Barandun scrive inoltre: &#8220;Secondo la definizione di lavoro dell&#8217;IHRA (di antisemitismo, ndr), riconosciuta dalla Svizzera, la negazione, la banalizzazione o la relativizzazione della Shoah \u00e8 considerata una forma di antisemitismo&#8221;.  <\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00c8 stato violato l&#8217;articolo <sup>261bis<\/sup> StGB?<\/h2>\n\n<p>Le conclusioni di Nicole Barandun sono significative per il seguente motivo. Negare pubblicamente, banalizzare o relativizzare la Shoah viola l&#8217;articolo <sup>261bis<\/sup> del Codice Penale svizzero (discriminazione e incitamento all&#8217;odio). Non \u00e8 solo la persona che ha fatto la dichiarazione in questione a essere penalizzata. Vengono puniti anche coloro che hanno contribuito a renderla possibile organizzandola. Nel caso di &#8220;Der Grosse Kanton: Aufstieg &amp; Fall der BRD&#8221;, si tratta dei responsabili dell&#8217;Istituto di Storia e Teoria dell&#8217;Architettura dell&#8217;ETH e dell&#8217;Universit\u00e0 delle Arti di Zurigo ZHdK.    <\/p>\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n<p id=\"author\">Sacha Wigdorovits \u00e8 presidente dell&#8217;associazione Fokus Israel und Nahost, che gestisce il sito web fokusisrael.ch. Ha studiato storia, tedesco e psicologia sociale all&#8217;Universit\u00e0 di Zurigo e ha lavorato come corrispondente dagli Stati Uniti per la SonntagsZeitung, \u00e8 stato caporedattore di BLICK e cofondatore del giornale per pendolari 20minuten. <\/p>\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Sacha Wigdorovits i Per riassumere: Chi entra in una sala riunioni al piano F dell&#8217;edificio principale del Politecnico di Zurigo, in R\u00e4mistrasse 101, si trova improvvisamente di fronte a una strana scena. 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