{"id":7757,"date":"2026-02-13T12:21:21","date_gmt":"2026-02-13T11:21:21","guid":{"rendered":"https:\/\/fokusisrael.ch\/senza-categoria\/quando-loccidente-tratta-i-palestinesi-come-minori-parte-2\/"},"modified":"2026-02-13T12:25:35","modified_gmt":"2026-02-13T11:25:35","slug":"quando-loccidente-tratta-i-palestinesi-come-minori-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fokusisrael.ch\/it\/notizie\/quando-loccidente-tratta-i-palestinesi-come-minori-parte-2\/","title":{"rendered":"Quando l&#8217;Occidente tratta i palestinesi come minori, parte 2"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Jan Kapusnak<\/p>\n\n<p>L&#8217;infantilizzazione opera anche attraverso il ventriloquismo. Negli ambienti degli attivisti progressisti e dei media, i palestinesi vengono abitualmente narrati piuttosto che ascoltati. Gli estranei dichiarano ci\u00f2 che i palestinesi &#8220;vogliono davvero&#8221;, quali voci sono &#8220;autentiche&#8221; e quali opinioni possono essere liquidate come forzate o non rappresentative. L&#8217;iniziativa diventa condizionale: viene riconosciuta quando punta nella direzione &#8220;giusta&#8221;.   <\/p>\n\n<p>Questa dinamica finisce per riciclare la visione del mondo di Hamas. In alcune parti dell&#8217;ambiente filo-palestinese occidentale, il linguaggio di Hamas sulla &#8220;resistenza&#8221; viene normalizzato, il suo autoritarismo ammorbidito e i palestinesi che chiedono riforme, coesistenza o la fine del dominio di Hamas vengono messi ai margini, mentre gli slogan massimalisti e il culto del &#8220;martirio&#8221; vengono trattati come l&#8217;unico registro autentico della politica palestinese. Quando i gazesi protestano contro Hamas, la storia spesso evapora. Nel marzo del 2025, le rare manifestazioni nel nord di Gaza sono state caratterizzate da canti di &#8220;Hamas fuori&#8221; e richieste di porre fine alla guerra; un manifestante ha dichiarato ai media arabi: &#8220;Hanno distrutto le nostre vite. Ci governano con la paura&#8221;.     <\/p>\n\n<p>Lo stesso silenzio selettivo si verifica quando Hamas bolla i dissidenti come &#8220;collaborazionisti&#8221; e li punisce &#8211; a volte pubblicamente e in modo letale: gran parte della scena attivista cade nel silenzio e in alcuni angoli persino la categoria di &#8220;traditore&#8221; viene trattata come una caratteristica legittima della &#8220;politica di liberazione&#8221;. I palestinesi anti-Hamas esistono e meritano molta pi\u00f9 attenzione di quanto i copioni dell&#8217;infantilizzazione occidentale permettano. <\/p>\n\n<p><strong>ONG sotto il controllo di Hamas<\/strong><\/p>\n\n<p>L&#8217;ecosistema delle ONG umanitarie e per i diritti umani pu\u00f2 rafforzare l&#8217;infantilizzazione dei palestinesi ritraendoli quasi esclusivamente come destinatari di aiuti, pazienti e vittime di traumi. NGO Monitor, un istituto di ricerca con sede a Gerusalemme, sostiene da anni che nell&#8217;arena israelo-palestinese molte ONG influenti non operano tanto come neutrali accertatori di fatti quanto come attori politici: producono narrazioni unilaterali e accusatorie con scarsa verificabilit\u00e0, assegnando a Israele la piena intenzionalit\u00e0 e la colpevolezza legale e trattando Hamas come &#8220;militanti&#8221; di sfondo, non come un&#8217;autorit\u00e0 governativa con doveri verso i civili. Il rapporto di NGO Monitor del dicembre 2025, &#8220;Puppet Regime: Hamas&#8217;s Coercive Grip on Aid and NGO Operations in Gaza&#8221;, basato su documenti interni di Hamas, sostiene che Hamas monitorava e controllava sistematicamente le ONG straniere e le operazioni di aiuto &#8211; sottolineando perch\u00e9 \u00e8 fuorviante presentare Gaza come un puro vittimismo senza strutture di potere.  <\/p>\n\n<p>Ecco perch\u00e9 la <em>Nostra Narrazione<\/em> di Hamas enfatizza esplicitamente il mantenimento dei legami con gli attori liberali di tutto il mondo che &#8220;si sono schierati con i palestinesi contro l&#8217;occupazione&#8221;, esortando al contempo a evitare la normalizzazione con Israele e a continuare a perseguire Israele nei tribunali e nei forum internazionali.<\/p>\n\n<p>L&#8217;infantilizzazione non si ferma a Gaza. In Cisgiordania, assume una forma pi\u00f9 silenziosa: l&#8217;Autorit\u00e0 Palestinese \u00e8 trattata non tanto come un regime di governo, quanto come un fragile segnaposto umanitario. Mahmoud Abbas \u00e8 alla guida dell&#8217;Autorit\u00e0 Palestinese dal 2005; il suo mandato elettorale \u00e8 scaduto nel 2009 e da allora non si sono tenute elezioni presidenziali o parlamentari. In questo mondo Israele diventa la spiegazione predefinita dell&#8217;assenza di democrazia; le scelte della leadership palestinese diventano un dettaglio secondario. I sondaggi mostrano ripetutamente una profonda frustrazione da parte dell&#8217;opinione pubblica &#8211; un&#8217;ampia maggioranza vuole le dimissioni di Abbas e la corruzione \u00e8 ampiamente considerata endemica &#8211; eppure l&#8217;Autorit\u00e0 Palestinese mantiene la legittimit\u00e0 diplomatica e un sostanziale sostegno da parte dei donatori con una limitata pressione per la trasparenza e le riforme. Ci\u00f2 segnala alle \u00e9lite palestinesi che il potere pu\u00f2 essere mantenuto senza rinnovamento, mentre ai riformatori viene detto che la responsabilit\u00e0 pu\u00f2 essere rimandata all&#8217;infinito.     <\/p>\n\n<p><strong>&#8220;Nakba&#8221; &#8211; quando \u00e8 iniziata la &#8220;infantilizzazione&#8221; dei palestinesi<\/strong><\/p>\n\n<p>L&#8217;infantilizzazione funziona anche retroattivamente, attraverso la storia. La Nakba (in arabo &#8220;catastrofe&#8221;, il termine che indica la guerra e lo sfollamento del 1948) viene spesso raccontata nei discorsi occidentali come qualcosa che \u00e8 semplicemente capitato ai palestinesi nel 1948, prestando troppo poca attenzione alla scelta politica precedente: il rifiuto del Piano di Spartizione delle Nazioni Unite del 1947 e la decisione dei leader arabi di intraprendere una guerra per impedire la nascita di uno Stato ebraico. Non si tratt\u00f2 di una reazione a catena inevitabile; fu una scommessa strategica dalle conseguenze prevedibili e, se avesse avuto successo, \u00e8 difficile immaginare la comunit\u00e0 ebraica uscire indenne dalle forze e dalla retorica mobilitate contro di essa. Tuttavia, una volta fallito l&#8217;azzardo, la sconfitta \u00e8 stata codificata come puro vittimismo e la responsabilit\u00e0 \u00e8 stata spinta verso l&#8217;esterno.   <\/p>\n\n<p>Nel 1990-91, l&#8217;OLP guidata da Yasser Arafat appoggi\u00f2 Saddam Hussein dopo l&#8217;invasione del Kuwait da parte dell&#8217;Iraq: una scelta che mise la leadership palestinese dalla parte sbagliata di una rottura internazionale e che comport\u00f2 gravi costi per i palestinesi del Golfo. Il rifiuto cronico di molteplici aperture diplomatiche, che dura da decenni, viene anch&#8217;esso addolcito fino a diventare inevitabile, invece di essere trattato come una strategia con delle conseguenze. E quando la normalizzazione arabo-israeliana \u00e8 progredita con gli Accordi di Abraham, la maggior parte della leadership palestinese l&#8217;ha condannata come un tradimento, rafforzando la politica del rifiuto rispetto alla costruzione di uno Stato. Hamas, da parte sua, ha trattato la normalizzazione come una minaccia strategica e il massacro del 7 ottobre mirava, tra gli altri obiettivi, a far deragliare la prospettiva di normalizzazione israelo-saudita. In ogni caso, le scelte conseguenti vengono narrate come se i palestinesi non ne avessero avute e il risultato \u00e8 un&#8217;amnesia storica: I palestinesi sono considerati i passeggeri della storia, non i suoi conducenti.    <\/p>\n\n<p>Se si vuole veramente uno stato palestinese, si deve insistere sull&#8217;et\u00e0 adulta della politica: governanti responsabili, leader sostituibili, istituzioni al di sopra dei gruppi terroristici islamici e un vocabolario morale che non romanticizzi il culto della morte. Ci\u00f2 significa anche affrontare un ostacolo centrale alla pace: le correnti dominanti nella societ\u00e0 palestinese che non cercano la coesistenza con Israele, ma la sua cancellazione. Fingere che questa aspirazione sia marginale &#8211; o semplicemente una metafora &#8211; non \u00e8 solidariet\u00e0; \u00e8 un costoso autoinganno.    <\/p>\n\n<p>Jan Kapusnak \u00e8 un analista politico e autore. Vive a Tel Aviv. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Jan Kapusnak L&#8217;infantilizzazione opera anche attraverso il ventriloquismo. Negli ambienti degli attivisti progressisti e dei media, i palestinesi vengono abitualmente narrati piuttosto che ascoltati. Gli estranei dichiarano ci\u00f2 che i palestinesi &#8220;vogliono davvero&#8221;, quali voci sono &#8220;autentiche&#8221; e quali opinioni possono essere liquidate come forzate o non rappresentative. 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