{"id":7453,"date":"2026-02-05T11:17:09","date_gmt":"2026-02-05T10:17:09","guid":{"rendered":"https:\/\/fokusisrael.ch\/senza-categoria\/quando-loccidente-tratta-i-palestinesi-come-minori-parte-i\/"},"modified":"2026-02-05T11:27:26","modified_gmt":"2026-02-05T10:27:26","slug":"quando-loccidente-tratta-i-palestinesi-come-minori-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fokusisrael.ch\/it\/notizie\/quando-loccidente-tratta-i-palestinesi-come-minori-parte-i\/","title":{"rendered":"Quando l&#8217;Occidente tratta i palestinesi come minori, parte I"},"content":{"rendered":"\n<p>Di Jan Kapusnak<\/p>\n\n<p>In alcune parti del discorso occidentale &#8211; soprattutto nella sinistra progressista, dove l&#8217;attivismo e i commenti possono confondersi con l&#8217;esibizione morale &#8211; un presupposto si \u00e8 indurito fino a diventare un dogma: I palestinesi non hanno potere. Vengono considerati come vittime e ostaggi della storia; la politica \u00e8 qualcosa che viene fatto a loro; la violenza diventa &#8220;disperazione&#8221;. La responsabilit\u00e0 \u00e8 sempre esterna. I palestinesi vengono chiamati in causa piuttosto che ascoltati. Raramente esplicito o malizioso, viene venduto come empatia. La verit\u00e0 \u00e8 che: Questa \u00e8 infantilizzazione.     <\/p>\n\n<p>Distorce il conflitto israelo-palestinese indebolendo la posizione politica dei palestinesi, premiando il radicalismo e caricando su Israele una pressione internazionale sproporzionata. Presuppone che i palestinesi non possano essere tenuti a standard ordinari perch\u00e9 le loro circostanze sono &#8220;troppo estreme&#8221;. Non ci si aspetta che i palestinesi agiscano, ma solo che vengano salvati. Si tratta di una forma di bigottismo soft.   <\/p>\n\n<p>Una delle forme pi\u00f9 antiche &#8211; e pi\u00f9 istituzionalizzate &#8211; di &#8220;assistenza senza et\u00e0 adulta&#8221; \u00e8 l&#8217;UNRWA (l&#8217;Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l&#8217;occupazione dei rifugiati palestinesi), creata nel 1949. Istituita per fornire soccorso, istruzione, assistenza sanitaria e servizi di base, ha anche radicato una politica di dipendenza permanente. A differenza del sistema globale dei rifugiati gestito dall&#8217;UNHCR, l&#8217;UNRWA gestisce un regime separato, di fatto ereditario, in cui lo status di &#8220;rifugiato palestinese&#8221; viene esteso ai discendenti, trasformando quella che di solito \u00e8 una categoria transitoria in un&#8217;identit\u00e0 politica ereditaria.  <\/p>\n\n<p>La struttura non si limita ad alleviare le difficolt\u00e0: sostiene aspettative massimaliste, soprattutto un &#8220;diritto al ritorno&#8221; espansivo, inteso come il ritorno di milioni di discendenti in Israele entro i confini precedenti al 1967 &#8211; un risultato che renderebbe impossibile una soluzione negoziata a due Stati. Inoltre, sposta l&#8217;onere della ricostruzione della vita civile ordinaria sui custodi internazionali &#8211; scuole, stipendi, assistenza sociale e lo stesso &#8220;rifugio&#8221; &#8211; invece di incoraggiare un orizzonte di autosufficienza, governance responsabile e compromesso politico.   <\/p>\n\n<p>La contraddizione pi\u00f9 grave \u00e8 che la stessa Gaza, inquadrata da gran parte del mondo come un reparto umanitario indifeso, si \u00e8 dimostrata estremamente capace. Nel corso dei decenni, i flussi di aiuti verso la Striscia sono stati immensi, su una scala talvolta paragonata agli storici sforzi di ricostruzione europei del dopoguerra, come il Piano Marshall. Tuttavia, invece di costruire &#8220;un&#8217;altra Singapore&#8221;, anche in senso modesto, le risorse e il talento sono stati dirottati verso la creazione di uno dei pi\u00f9 sofisticati sistemi di tunnel e comandi costruiti da un attore non statale nella storia della guerra moderna. Questa capacit\u00e0 \u00e8 stata dimostrata anche nella pianificazione del 7 ottobre, il pi\u00f9 grande omicidio di massa di ebrei dopo l&#8217;Olocausto, un&#8217;operazione brutale senza precedenti che ha richiesto anni di pianificazione e coordinamento, compreso il coinvolgimento diretto dell&#8217;UNRWA. L&#8217;ingrediente mancante \u00e8 la responsabilit\u00e0 e il rifiuto di considerare le scelte della leadership palestinese come scelte.    <\/p>\n\n<p><strong>Narrazione sbagliata: &#8220;Hamas non rappresenta il popolo palestinese&#8221;.<\/strong><\/p>\n\n<p>Dopo i principali attacchi di Hamas e di altri gruppi terroristici palestinesi, i leader occidentali ricorrono a una rassicurazione familiare: &#8220;<em>Hamas non rappresenta il popolo palestinese<\/em>&#8220;. Josep Borrell, all&#8217;epoca Alto Rappresentante dell&#8217;Unione Europea per gli Affari Esteri, utilizz\u00f2 proprio questo linguaggio dopo aver visitato i luoghi del massacro del 7 ottobre nel sud di Israele, sottolineando con umanit\u00e0 che i civili non dovrebbero essere confusi con i terroristi. Ma ripetuta meccanicamente, la formula diventa un solvente di responsabilit\u00e0. Hamas viene trattato come una forza estranea che si \u00e8 limitata a &#8220;dirottare&#8221; Gaza, mentre i gazesi vengono reincarnati come spettatori della loro stessa politica. \u00c8 difficile riconciliare questa inquadratura con i dati documentati sulla partecipazione dei civili al 7 ottobre e, quando viene riconosciuta, viene spesso neutralizzata da una seconda mossa: La violenza palestinese viene ridescritta come un riflesso automatico dell'&#8221;occupazione&#8221;, piuttosto che come un&#8217;azione scelta.      <\/p>\n\n<p>Hamas stesso rifiuta il linguaggio dell&#8217;impulso. Nel testo del dicembre 2025 <em>Our Narrative: Al-Aqsa Flood-Two Years of Steadfastness and Aspiration for Liberation<\/em>, inquadra il 7 ottobre come una strategia: &#8220;Non si \u00e8 trattato di un atto avventuroso o emotivo, ma di una mossa calcolata che ha goduto di un ampio sostegno&#8221;.   <\/p>\n\n<p>I palestinesi vengono abitualmente descritti come estranei alla loro fazione dominante, anche se Hamas insiste sul suo profondo radicamento sociale. Nel suo testo del 2025, Hamas si definisce &#8220;una parte inseparabile del popolo palestinese&#8221;, con &#8220;radici profonde&#8221; nella societ\u00e0 e una &#8220;componente naturale&#8221; del mosaico nazionale, sostenendo che la &#8220;resistenza armata&#8221; \u00e8 fondamentale per sostenere lo spirito del popolo. Inoltre, si rif\u00e0 all&#8217;ambiente dei Fratelli Musulmani di Gaza, una propaggine dei Fratelli Musulmani egiziani (fondati nel 1928) le cui reti locali a Gaza hanno preceduto di molto la creazione di Hamas nel 1987. I discorsi occidentali spesso etichettano questa auto-descrizione come mera propaganda &#8211; e cos\u00ec facendo fraintendono le realt\u00e0 chiave di Gaza; nella scena degli attivisti di &#8220;Free Gaza&#8221;, la stessa base sociale viene affermata e celebrata. La conseguenza \u00e8 perversa: un regime che governa, recluta e costringe viene trattato retoricamente come se non dovesse alcun dovere ai civili e viene messo al riparo dalla responsabilit\u00e0 per il modo in cui governa.    <\/p>\n\n<p><strong>La maggioranza dei palestinesi approva ancora il massacro del 7 ottobre<\/strong><\/p>\n\n<p>Un sondaggio indipendente complica la confortante storia occidentale dell&#8217;allontanamento. In un sondaggio dell&#8217;ottobre 2025 del Palestinian Center for Policy and Survey Research (PCPSR) &#8211; un istituto con sede a Ramallah che effettua regolarmente sondaggi di opinione a Gaza e in Cisgiordania &#8211; il 53% degli intervistati ha dichiarato che la decisione di Hamas di lanciare l&#8217;attacco del 7 ottobre era &#8220;corretta&#8221;. Nella serie del PCPSR, questa percentuale \u00e8 scesa rispetto ai picchi precedenti del 71% (marzo 2024) e del 67% (giugno 2024), ma il declino in s\u00e9 \u00e8 istruttivo: anche dopo due anni di guerra, l&#8217;approvazione rimane al di sopra del 50% invece di crollare. Lo stesso comunicato riporta una schiacciante opposizione &#8211; circa il 70% &#8211; al disarmo di Hamas, una realt\u00e0 che molti scenari del &#8220;giorno dopo&#8221; trattano come un dettaglio tecnico piuttosto che come un serio vincolo.   <\/p>\n\n<p>Quando i sondaggi registrano il sostegno dei palestinesi al terrorismo contro i civili israeliani, i risultati in Occidente vengono raramente affrontati come convinzioni politiche. Raramente si permette alle risposte di rimanere in piedi da sole: I palestinesi vengono considerati incapaci di avere sinceramente opinioni disturbanti, quindi la loro posizione viene &#8220;tradotta&#8221; in qualcosa di pi\u00f9 accettabile &#8211; attribuita alla paura, alla frustrazione, al trauma, alla manipolazione, all&#8217;incomprensione o al fatto di essere &#8220;radicalizzati dalla disperazione&#8221; &#8211; o ignorata del tutto. <\/p>\n\n<p>Gaza non \u00e8 una &#8220;zona colpita da un disastro naturale&#8221;; \u00e8 una polarit\u00e0 plasmata da quasi due decenni di governo spietato di Hamas. Dopo aver vinto le elezioni del 2006 e aver consolidato il potere con un violento colpo di stato nel 2007, Hamas ha costruito un apparato di governo: servizi di sicurezza, sistemi clientelari e una fitta infrastruttura sociale che si snoda attraverso enti di beneficenza, moschee, scuole religiose e media, progettati per distribuire benefici, imporre fedelt\u00e0 e sostenere una mobilitazione permanente. Parallelamente, ha trasformato il territorio in un sistema bellico integrato &#8211; un sistema di tunnel, razzi, nodi di comando e siti di lancio inseriti nello spazio civile &#8211; orientato non tanto alla governance civile quanto a un conflitto prolungato con Israele.    <\/p>\n\n<p>Due anni di guerra con Israele hanno degradato Hamas militarmente e politicamente, ma non l&#8217;hanno sradicato come potenza decisiva sul campo. Dal cessate il fuoco dell&#8217;ottobre 2025, Hamas sta ricostruendo capacit\u00e0 e autorit\u00e0, continuando a plasmare l&#8217;uso dello spazio civile e il modo in cui la sofferenza dei civili viene comunicata e sfruttata. La devastazione di Gaza \u00e8 soprattutto una conseguenza delle scelte di governo di Hamas. Non si tratta di un &#8220;tragico destino&#8221;, ma di un modello di potere intenzionale che tratta la vita dei civili come un capitale politico sacrificabile. L&#8217;alto esponente di Hamas Khaled Mashal \u00e8 stato esplicito riguardo al calcolo morale; in un discorso del 2024 trasmesso su Al Jazeera, ha affermato che: &#8220;Nessun popolo viene liberato senza sacrifici. Gaza sta pagando il prezzo della dignit\u00e0&#8221;.    <\/p>\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n<p>Jan Kapusnak \u00e8 un analista politico e autore. Vive a Tel Aviv. La seconda parte di &#8220;Quando l&#8217;Occidente tratta i Palestinesi come Minori&#8221; sar\u00e0 pubblicata la prossima settimana.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Jan Kapusnak In alcune parti del discorso occidentale &#8211; soprattutto nella sinistra progressista, dove l&#8217;attivismo e i commenti possono confondersi con l&#8217;esibizione morale &#8211; un presupposto si \u00e8 indurito fino a diventare un dogma: I palestinesi non hanno potere. 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