{"id":7317,"date":"2026-02-01T20:52:46","date_gmt":"2026-02-01T19:52:46","guid":{"rendered":"https:\/\/fokusisrael.ch\/senza-categoria\/marcel-marceau-il-silenzio-come-arte-e-per-riverenza\/"},"modified":"2026-02-01T21:12:43","modified_gmt":"2026-02-01T20:12:43","slug":"marcel-marceau-il-silenzio-come-arte-e-per-riverenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fokusisrael.ch\/it\/notizie\/marcel-marceau-il-silenzio-come-arte-e-per-riverenza\/","title":{"rendered":"Marcel Marceau &#8211; Il silenzio come arte e per riverenza"},"content":{"rendered":"\n<p>Da Isabelle Arnau<\/p>\n\n<p>Marcel Marceau \u00e8 considerato il mimo pi\u00f9 importante del XX secolo. Ma dietro la figura famosa in tutto il mondo dell&#8217;artista del silenzio si nasconde una biografia profondamente caratterizzata dall&#8217;ebraismo, dalla persecuzione, dalla resistenza e dalla perdita. Il suo silenzio non fu solo una decisione estetica, ma un&#8217;esperienza di vita.  <\/p>\n\n<p>Nacque Marcel Mangel a Strasburgo il 22 marzo 1923. I suoi genitori erano ebrei dell&#8217;Alsazia, una regione culturalmente e politicamente molto contesa. I suoi primi anni di vita furono caratterizzati dalle sue origini ebraiche. L&#8217;ebraismo della famiglia non era solo un&#8217;etichetta, ma faceva parte della vita quotidiana e dell&#8217;identit\u00e0. Con l&#8217;invasione nazista della Francia, per\u00f2, questa identit\u00e0 divenne pericolosa per la sua vita.    <br\/><br\/>Dopo l&#8217;occupazione tedesca, la famiglia dovette fuggire. Marcel era ancora un adolescente quando fu testimone della sistematica estinzione della vita ebraica. Per evitare di essere riconosciuto, cambi\u00f2 il suo nome da Mangel a Marceau, un adattamento che gli garant\u00ec la sopravvivenza e che in seguito divenne il suo nome d&#8217;arte. Durante la guerra, Marceau si un\u00ec alla Resistenza francese.     <\/p>\n\n<p>Una delle sue imprese pi\u00f9 straordinarie fu quella di far passare di nascosto i bambini ebrei attraverso il confine con la Svizzera. Nel farlo, utilizz\u00f2 la sua famosa abilit\u00e0 successiva: intratteneva e calmava i bambini senza parole, in modo che non facessero rumore durante la fuga. Questa fu la prima volta in cui il silenzio divenne un&#8217;abilit\u00e0 salvavita.  <br\/><br\/>Il trauma principale della sua vita fu la deportazione del padre. Charles Mangel fu arrestato dai nazionalsocialisti nel 1944, deportato ad Auschwitz e l\u00ec assassinato. In seguito Marcel Marceau ne parl\u00f2 raramente in pubblico. Ma questo silenzio non era un oblio: era un dolore trasformato in arte. Molte delle sue opere successive, soprattutto quelle sulla violenza, la morte e la solitudine, portano la traccia invisibile di questa perdita.    <br\/><br\/>Dopo la guerra, Marceau studi\u00f2 recitazione e pantomima. Ha creato il personaggio di Bip, il clown malinconico con il cappello di seta malconcio e il fiore rosso. Bip non \u00e8 un prodotto accidentale dell&#8217;intrattenimento: \u00e8 un sopravvissuto.  <br\/><br\/>Bip riflette l&#8217;ebreo perseguitato, la persona sradicata dopo la Shoah, l&#8217;individuo in un mondo indifferente. Bip non parla mai. Ed \u00e8 proprio questo che lo rende universale. Marceau disse: &#8220;Dopo Auschwitz, le parole mi sembravano spesso inadeguate&#8221;. Il suo silenzio \u00e8 diventato cos\u00ec una posizione ebraico-umanista. Nella tradizione ebraica, il silenzio ha una dimensione etica, come segno di riverenza, lutto e responsabilit\u00e0. Egli ha incarnato questo atteggiamento sul palcoscenico, senza fare drammi diretti dell&#8217;Olocausto o accuse politiche esplicite. Al contrario, ha fatto sentire al pubblico ci\u00f2 che non poteva pi\u00f9 essere detto. Il suo corpo \u00e8 diventato un ricordo, il suo silenzio una testimonianza.        <br\/><br\/>Marcel Marceau si \u00e8 esibito in tutto il mondo per decenni, ha fondato la sua scuola di mimo a Parigi e ha influenzato generazioni di artisti, dal teatro alla danza al cinema. Un elemento centrale dell&#8217;eredit\u00e0 di Marcel Marceau non \u00e8 solo il suo lavoro, ma anche la trasmissione della sua arte a una nuova generazione. Un nome in particolare spicca tra i suoi studenti: Sammy Molcho.  <\/p>\n\n<p>Nato in Bulgaria nel 1936 e di origine ebraica, Marcel incontr\u00f2 Marceau a Parigi. Questo incontro fu formativo. Marceau riconobbe subito l&#8217;eccezionale espressivit\u00e0 fisica di Molcho e lo prese come allievo; per Molcho, Marceau non fu solo un insegnante tecnico di mimo, ma anche un modello etico e artistico. Da lui impar\u00f2 che l&#8217;immobilit\u00e0 richiede disciplina, che ogni movimento comporta una responsabilit\u00e0 e che il corpo non pu\u00f2 nascondere la verit\u00e0.   <br\/><br\/>Ci\u00f2 che legava profondamente insegnante e allievo era la loro comune esperienza storica: entrambi erano ebrei in un&#8217;Europa che voleva distruggere la vita ebraica ed entrambi portavano dentro di s\u00e9 il ricordo della persecuzione e della perdita; mentre Marceau perse il padre nell&#8217;Olocausto, anche la famiglia di Molcho fu caratterizzata dalla fuga e dalla minaccia. Questa vicinanza biografica ha conferito alla loro relazione artistica una speciale profondit\u00e0. Per entrambi, il silenzio non era solo un espediente stilistico, ma una forma di ricordo.  <\/p>\n\n<p>Marceau ha ricevuto un altro omaggio da Mel Brooks. In &#8220;Silent Movie&#8221; (1976), voleva realizzare un film muto che fosse quasi del tutto privo di parole. La battuta: il mimo pi\u00f9 famoso del mondo non doveva eseguire pantomime, ma pronunciare una sola parola. L&#8217;idea concreta: nel film, Brooks e i suoi colleghi cercano di conquistare delle star per il loro progetto di film muto e incontrano Marcel Marceau, famoso per la sua assoluta assenza di parole. Dopo aver recitato in silenzio, Marceau dice in modo secco e chiaro: &#8220;Non!&#8221;, ribaltando completamente le aspettative del pubblico: tutti gli altri rimangono in silenzio. Mentre Marceau, simbolo internazionale del silenzio, parla. La scena \u00e8 considerata una delle pi\u00f9 eleganti battute visive della commedia cinematografica. Marcel Marceau parla in Silent Movie perch\u00e9 \u00e8 la contraddizione pi\u00f9 perfetta che si possa immaginare e perch\u00e9 Mel Brooks sapeva che proprio questo momento sarebbe stato pi\u00f9 forte di qualsiasi dialogo.       <\/p>\n\n<p>Nel 1983 Michael Jackson present\u00f2 il suo famoso moonwalk. Tuttavia, il leggendario passo di danza non \u00e8 un&#8217;invenzione isolata, ma nasce da un confronto diretto con la pantomima, in particolare con l&#8217;arte di Marcel Marceau: L&#8217;illusione del movimento. La tecnica pi\u00f9 famosa di Marceau era la &#8220;camminata controvento&#8221;: il corpo sembra muoversi in avanti mentre in realt\u00e0 scivola all&#8217;indietro. Questa illusione ottica &#8211; movimento senza un reale guadagno di spazio &#8211; \u00e8 esattamente il principio del moonwalk. Jackson ha trasferito questa idea dalla parte superiore del corpo (pantomima) ai piedi (tecnica di danza) e ha detto pi\u00f9 volte di ammirare il controllo, la precisione e il potere illusorio di Marceau. Michael Jackson ha lasciato che i suoi piedi facessero quello che Marcel Marceau faceva con tutto il corpo: rendere credibile un movimento impossibile.   <\/p>\n\n<p>Nonostante la sua fama, Marcel Marceau \u00e8 rimasto interiormente influenzato dalla storia della sua famiglia e del suo popolo. Ha dato al XX secolo una forma per continuare a parlare dopo la Shoah &#8211; senza parole. Il suo silenzio era memoria, il suo corpo era testimonianza, la sua arte era un atto silenzioso ma inconfondibile contro l&#8217;oblio, o come scrisse Victor Hugo: &#8220;Il silenzio a volte \u00e8 la risposta pi\u00f9 forte&#8221;.    <\/p>\n\n<p>Marcel Marceau \u00e8 morto a Parigi nel 2007 ed \u00e8 stato sepolto nella sezione ebraica del cimitero P\u00e8re Lachaise, che ospita anche monumenti all&#8217;Olocausto.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Isabelle Arnau Marcel Marceau \u00e8 considerato il mimo pi\u00f9 importante del XX secolo. Ma dietro la figura famosa in tutto il mondo dell&#8217;artista del silenzio si nasconde una biografia profondamente caratterizzata dall&#8217;ebraismo, dalla persecuzione, dalla resistenza e dalla perdita. Il suo silenzio non fu solo una decisione estetica, ma un&#8217;esperienza di vita. 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