Chi odia Israele all’Università di Zurigo: il governo deve rispondere ad altre domande
Il Consiglio cantonale di Zurigo non è soddisfatto della risposta del Consiglio di Stato riguardo alla conferenza tenuta da un noto antisemita e nemico di Israele all’Università di Zurigo. Il governo cantonale aveva sì rimproverato il rettore dell’università, ma per il resto nella sua risposta si è nascosto dietro la sua presa di posizione evasiva. Questo non basta ai tre membri del Consiglio cantonale, che avevano già presentato la prima interrogazione scritta. Per questo, in una seconda interrogazione, chiedono ora al governo risposte più precise.
Di Sacha Wigdorovits
All’inizio di maggio, su invito dell’organizzazione studentesca palestinese, Mazin Qumsiyeh aveva tenuto una conferenza all’Università di Zurigo. È professore in un’università della Cisgiordania, dove i terroristi vengono venerati come martiri. Anche Qumsiyeh stesso è noto per la sua propaganda d’odio contro Israele. Come c’era da aspettarsi, all’Università di Zurigo ha dato libero sfogo a questa propaganda.
La consigliera cantonale del PLR di Zurigo Linda Camenisch, insieme a Tobias Infortuna (SVP) e Markus Schaaf (EVP), chiesto al Consiglio di Stato quale fosse la sua posizione sul fatto che la direzione dell’università concedesse ospitalità a un attivista palestinese noto per essere antisemita e ostile a Israele.
Nella sua risposta pubblicata a settembre, il governo cantonale di Zurigo ha sì rimproverato il rettore dell’università, chiedendogli di «prestare maggiore attenzione alla selezione dei relatori prima degli eventi». Per il resto, però, il governo si è limitato in gran parte alle dichiarazioni della direzione universitaria criticata, che non hanno contribuito granché a chiarire le questioni in sospeso.
Camenisch, Infortuna e Schaaf non volevano lasciar correre. Fanno notare che la risposta del governo si basa in gran parte «sui dati forniti dall’Università di Zurigo e lascia aperte alcune questioni fondamentali». Per questo, in una seconda interrogazione scritta, chiedono ora al Consiglio di Stato «una risposta più precisa e completa» alle loro domande sulla conferenza di Qumsiyeh.
I tre parlamentari cantonali vorrebbero sapere, tra le altre cose, come e entro quando la direzione dell’università intende attuare i criteri più rigorosi per la selezione dei relatori ospiti richiesti dal Consiglio di Stato.
Inoltre, le interessa sapere dove, secondo la direzione dell’università, «si trova il confine tra libertà di ricerca e di espressione e contenuti inammissibili» e come essa «distingua le posizioni estreme dalle affermazioni antisemite».
Alla base di queste domande c’è il fatto che, durante la sua conferenza all’Università di Zurigo, Qumsiyeh ha demonizzato lo Stato di Israele con 16 affermazioni e ha diffuso dieci grossolane falsità. «Chi descrive Israele come un’impresa coloniale, la cui esistenza in quanto tale sarebbe illegittima, nega al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione», scrivono i tre consiglieri cantonali nella loro attuale interrogazione scritta. «Come si concilia una posizione del genere con il Codice di condotta dell’Università di Zurigo?»
Ora resta da vedere se la direttrice dell’istruzione di Zurigo, la consigliera di Stato Silvia Steiner, nella risposta alla nuova interrogazione del Gran Consiglio si baserà ancora una volta sulle informazioni fornite dalla dirigenza universitaria, che è stata oggetto di critiche. Oppure se, in qualità di ex procuratrice, provvederà lei stessa a far chiarire i fatti.
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