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Elezioni della KnessetOfer Winter: una nuova forza incerta nello spettro politico di destra

In vista delle elezioni parlamentari israeliane del 27 ottobre, FokusIsrael.ch presenta le principali figure politiche dello Stato ebraico. Questa settimana: Ofer Winter del partito appena fondato «Amcha Yisrael».

Di Jan Kapusnak

Quando il 25 agosto a Gerusalemme Ofer Winter ha annunciato la fondazione del suo nuovo «Partito del Popolo di Israele» (Amcha Yisrael) e la sua partecipazione alle elezioni parlamentari del 27 ottobre, i suoi sostenitori indossavano magliette con la scritta «Winter is coming» – un annuncio minaccioso che fa riferimento alla famosa serie TV fantasy «Il Trono di Spade».

La minaccia «L’inverno sta arrivando» era rivolta soprattutto ai partiti di estrema destra esistenti. Questi ultimi hanno reagito immediatamente: Bezalel Smotrich e Moshe Feiglin hanno stretto un’alleanza tra i loro due partiti, uno sionista-religioso e l’altro sionista di destra, «HaTzionut HaDatit» e «Zehut». Da parte sua, secondo quanto riportato dai media, Benjamin Netanyahu ha cercato di integrare i candidati al Parlamento di Winter nel Likud.

Queste reazioni avevano una buona ragione. Il «Partito del Popolo di Israele» di Winter riunisce posizioni legate alla destra nazionalista e religiosa israeliana. E cerca di rivolgersi sia agli israeliani ebrei che a quelli arabi, così come agli elettori religiosi e laici. In particolare quelli che sono insoddisfatti dell’attuale governo per come si è comportato prima e dopo il massacro del 7 ottobre 2023, e per il suo rifiuto di arruolare in modo coerente anche gli ebrei ultraortodossi (Haredim) nell’esercito.

Soldato della destra religiosa

Ofer Winter è nato nel 1971 ed è cresciuto a Kiryat Ata. Ha prestato servizio per oltre tre decenni nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e, durante il massacro perpetrato dall’organizzazione terroristica palestinese Hamas il 7 ottobre 2023, ha combattuto come volontario nei pressi del kibbutz Be’eri.

Winter si era arruolato nelle IDF nel 1990 e aveva prestato servizio prima nella «Sayeret Matkal» e poi nella «Maglan», due unità di commando d’élite delle Forze di Difesa Israeliane. In seguito ha comandato il battaglione di ricognizione «Duvdevan» della Givati, la brigata nord della divisione di Gaza e la brigata Givati. In seguito ha ricoperto il ruolo di capo di stato maggiore del Comando Centrale, segretario militare di quattro ministri della Difesa e comandante della 98ª Divisione dei Vigili del Fuoco.

Credibile, ma anche polarizzante

La sua esperienza militare conferisce a Winter una credibilità straordinaria tra gli elettori di destra. Ma la sua retorica religiosa e le sue critiche all’establishment dell’IDF lo rendono anche una figura che divide. Durante la guerra di Gaza del 2014, Winter è diventato famoso in tutto il Paese quando, in un messaggio ai suoi ufficiali, ha scritto che Hamas è un nemico «che sfida il Dio d’Israele, lo maledice e lo disprezza». A tal proposito citò lo «Shema Yisrael», il credo fondamentale dell’ebraismo.

Queste parole, contenute in un messaggio militare ufficiale, erano insolite e controverse. Trasformavano la difesa dello Stato di Israele contro l’organizzazione terroristica in una lotta in nome di Dio. I critici hanno quindi accusato Winter di aver conferito a un’operazione militare nazionale il carattere di una guerra di religione. I suoi sostenitori, invece, hanno considerato le sue parole come una legittima espressione della fede ebraica, volta a ispirare i suoi soldati.

Winter ha continuato a fare carriera nelle IDF, ma in seguito è stato più volte scavalcato nella promozione a generale di divisione. Ha terminato il suo incarico di comando di divisione nel settembre 2022, non ha ottenuto nessun altro incarico fisso nella dirigenza dell’esercito e nel maggio 2024 gli è stato comunicato che sarebbe stato congedato dalle IDF.

Un uomo d’azione contro i tentennanti

Il 7 ottobre 2023 Winter non ricopriva alcun incarico di comando. Dopo aver saputo dell’attacco di Hamas, è partito dalla Galilea diretto verso Gaza con la sua arma personale e si è unito ai combattimenti nei pressi di Be’eri. Questo suo comportamento ha rafforzato la sua immagine di comandante che agiva con determinazione mentre gli altri esitavano.

Nella sua attuale campagna elettorale, Winter accusa infatti le «élite israeliane» di essere rimaste intrappolate in ipotesi errate prima del 7 ottobre e, da allora, di non essere state in grado di ottenere una vittoria decisiva contro Hamas. Non a caso, una delle candidate alla Knesset del «Partito del Popolo di Israele» è Sigal Kraunik-Atiya, il cui marito Arik è stato ucciso mentre difendeva il kibbutz Be’eri.

Contrario alla soluzione dei due Stati

In materia di politica estera, Winter è saldamente ancorato all’estrema destra. Rifiuta la creazione di uno Stato palestinese e sostiene la dottrina della vittoria militare decisiva. Quando ha fondato il suo partito, ha dichiarato che «per Gaza c’è solo una soluzione: l’emigrazione». Ha sostenuto che un nemico che inizi una guerra contro Israele debba pagare un prezzo in termini territoriali.

Sostenitore del servizio militare per gli ultraortodossi

In politica interna, Winter è favorevole a misure più severe contro la criminalità organizzata. Il tema che più lo caratterizza, però, è il servizio militare. Il 2 settembre ha dichiarato che il suo partito, «Amcha Yisrael», entrerà a far parte solo di un governo che abolisca l’esenzione generale degli ultraortodossi dal servizio militare e obblighi ogni giovane a prestarlo. Questa richiesta lo mette in diretto conflitto con i partner ultraortodossi di Netanyahu.

Un tentativo di avvicinarsi agli elettori arabi

Il tentativo di Winter di andare oltre una base religiosa ristretta si vede chiaramente nella sua scelta di Yoseph Haddad come secondo candidato nella lista per le elezioni alla Knesset. Haddad è un cristiano arabo, veterano ferito della Brigata Golani e un importante sostenitore internazionale di Israele. Ha criticato i partiti arabi perché si concentrano sui palestinesi invece che sui cittadini arabi di Israele. Quando ha annunciato la sua candidatura alla Knesset, Haddad ha detto di voler diventare il primo membro arabo del gabinetto di sicurezza israeliano. Winter l’ha presentato come futuro ministro per la diplomazia pubblica, e Haddad ha sostenuto Winter come ministro della difesa.

Il punto di forza principale di Haddad per il «Partito del Popolo d’Israele» potrebbe risiedere proprio negli elettori ebrei: aiuta Winter a presentare un partito inclusivo ebraico-arabo senza dover moderare la sua linea politica sui palestinesi. Questa strategia è stata messa alla prova per la prima volta quando il rabbino Shlomo Aviner, una figura di spicco della destra religiosa, ha detto che era vietato votare per il partito di Winter perché Haddad non è ebreo. Persino un «non ebreo retto», sosteneva Aviner, non può ricoprire una posizione di leadership sulla nazione ebraica.

Winter ha risposto ricordando i drusi, i beduini e i soldati cristiani con cui aveva prestato servizio. «Chi è abbastanza degno di combattere e morire per il Paese è anche degno di guidarlo», ha risposto ad Aviner. Tra gli altri candidati di spicco del partito di Winter ci sono l’ex giornalista Netali Shem Tov e l’ex vicesindaca di Gerusalemme, Fleur Hassan-Nahoum.

Sostenitori e al contempo critici di Netanyahu

Winter ha dichiarato che Benjamin Netanyahu è l’unico candidato che il suo partito raccomanderebbe per la carica di primo ministro. Ha però anche criticato il fatto che l’attuale governo non abbia permesso un’indagine credibile sul massacro del 7 ottobre, che non abbia ottenuto una vittoria decisiva contro Hamas a Gaza e che non arruoli con coerenza gli haredim nell’esercito. Winter è quindi sia un potenziale alleato di Netanyahu che un suo sfidante.

Successo elettorale incerto

Gli ultimi sondaggi mostrano che non è affatto scontato che il suo «Partito del Popolo di Israele» riesca a entrare in Parlamento il 27 ottobre. Un nuovo sondaggio dell’emittente televisiva i24NEWS attribuisce al partito di Winter otto seggi, mentre secondo un sondaggio di Channel 13 «Amcha Yisrael» ne otterrebbe comunque quattro. Ma un sondaggio di Walla prevede per il partito di Winter solo il 2,3% dei voti – ben al di sotto della soglia del 3,25% necessaria per entrare nella Knesset.

Se Winter, con il suo «Partito del Popolo d’Israele», riuscisse a superare questo ostacolo, potrebbe rafforzare Netanyahu. Se invece fallisse, i voti «persi» dati al suo partito potrebbero costare la rielezione all’attuale primo ministro.

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Jan Kapusnak è analista politico e autore. Vive a Tel Aviv.

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